ARTE DI SERA - Spleen edition - FABRIZIO BELLOMO

ARTE DI SERA

Spleen edition

1 giugno 2024 – ore 19

 

 

SPLEEN nasce dall’esigenza di riflettere sul ruolo e la posizione che un’istituzione storica dell’arte e della critica contemporanea, la Fondazione Filiberto e Bianca Menna - nata nel 1989 e dal 1994 ospitata negli spazi dell’Ex Casa del Combattente - ha all’interno del tessuto urbano e socio-culturale della città di Salerno. Nella Profezia di una società estetica (1968) Filiberto Menna rintraccia nell'opera di Baudelaire, e in particolare nei Petits Poèmes en prose (o Lo spleen di Parigi, 1867-1869), un’occasione di riflessione sul rapporto tra l’artista e la città moderna. Vivere nel presente significa per Baudelaire, dice Menna, «entrare dentro la nuova realtà, prendere atto di una situazione profondamente mutata in cui l’orizzonte dell'esistenza quotidiana non è più dato dalla natura ma dalla città». L’autore francese affida perciò all'artista moderno il «compito di vivere e rappresentare questo presente», di «tirar fuori l’eterno dal transitorio», nello spazio di una tensione fortissima tra moltitudine e solitudine che si concretizza nell’esperienza della città moderna. L'artista, preso nel mezzo di un gioco combinatorio che lo colloca tra l’esperienza della folla e una struttura urbana ormai programmata, diviene così uno «specchio altrettanto immenso quanto questa folla; un caleidoscopio fornito di coscienza, che, ad ogni movimento, rappresenta la vita molteplice e la grazia mobile di tutti gli elementi della vita».

 

La traiettoria di SPLEEN incrocia quella di Arte di sera - storico format di proiezioni della Fondazione ideato da Stefania Zuliani nel 2006 - proponendo la visione dell’ultimo film di Fabrizio Bellomo (Bari 1982), Anulloje Ligjin (2023, 62’), “un documentario che indaga la complessità di una nazione, l’Albania, attraverso la narrazione della controversa storia dei suoi monumenti. Un road-movie nello spazio e nel tempo del Paese delle Aquile, un racconto della sua perenne condizione di ‘transizione’: dai monumenti socialisti ai grattacieli, dalle bandiere rosse al nuovo impero verde…”. Gli intrecci tra arte e spazio pubblico vengono ancora una volta chiamati in causa per problematizzare il rapporto tra storia e memoria, ma anche tra arte e potere nel campo largo della città. Un’indagine che in questo caso Bellomo conduce in prima persona agendo su quelle che Adriano Prosperi ha definito “intermittenze della memoria”, e mettendo a reagire quei segnali storici (Kubler) come materiali d’archivio, monumenti, residui e stratificazioni architettoniche che definiscono le narrazioni della storia, della città e dell’arte.

 

ARTE DI SERA – SPLEEN EDITION

1 giugno 2024, ore 19 – Sala conferenze della Fondazione Filiberto e Bianca Menna, Salerno

 

Anulloje Ligjin

di Fabrizio Bellomo (2023, 62’)

(sarà presente il regista)

 

 

BIOGRAFIA

Fabrizio Bellomo, Bari 1982. 

Ha partecipato al 41.mo, al 39.mo e al 38.mo Torino Film Festival, vincendo il Premio Speciale della Giuria della 39.ma edizione. Ha partecipato al Padiglione Italia della 16.ma Biennale di Architettura di Venezia. Ha lavorato a opere commissionategli da diverse istituzioni che si occupano di fotografia e immagine come MuFoCo, ICCD, Fondazione Forma e Centrale Festival con cui ha vinto la terza edizione del bando Strategia Fotografia.

Ha esposto i suoi lavori in diverse istituzioni fra cui il Macro di Roma, la Triennale di Milano, le Scuderie del Quirinale di Roma, il KCB di Belgrado, la Fundació Enric Miralles di Barcellona, la FAB di Tirana, la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare, il Palazzo Ducale di Genova, il Felleshus – Nordische Botschaften e il Kreuzberg Pavillon di Berlino, il Fotomuseum di Winterthur in occasione di Plat(t)form 2015 e l’IIC di Tokyo. 

Ha progettato e realizzato diverse opere e installazioni di arte pubblica commissionategli da disparate istituzioni, alcune delle quali riunite a supporto del testo “Riqualificazione e Arte Pubblica?” scritto per il volume collettivo “Arte e Spazio Pubblico” prodotto dal MiC. 

Ha vinto la decima edizione del bando Italian Council con un progetto promosso dall’Art House di Scutari e in collaborazione con Careof – Milano. Nel 2022 ha preso parte a “Una Boccata D’Arte” un progetto di Fondazione Elpis e Galleria Continua, realizzando una serie di interventi diffusi nel borgo campano di Albori. Il suo lavoro fa parte di collezioni pubbliche e private, tra queste: MuFoCo Milano, ICCD Roma, Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano di Fano, Simmons & Simmons Art Collection London/Milano, NCTM e l’arte Milano. La sua ultima personale “‘Nziembru” è stata presentata a marzo 2024 negli spazi della Fondazione Elpis di Milano

 

 

 

 

 

 

 

SPLEEN. Tre opere per la Fondazione Filiberto e Bianca Menna, a cura di Gianpaolo Cacciottolo e Massimo Maiorino (4 maggio - 30 giugno 2024), è una mostra con opere di Davide Sgambaro, Marco Strappato, collettivodamp, realizzata con il sostegno di Sev Iren e con il patrocinio del DiSPaC - Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.

 

 

 

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