Ve lo raccomando

La mostra
Del re, anatomia di una città fantasma

mi piacerebbe guidare i passi del viaggiatore in arte nella galleria di Luigi Deambrogi, a Dorsoduro 2793, naturalmente a Venezia. Mi piacerebbe farvi vedere l’installazione realizzata da Marco Del Re e intitolata «Martirio Architettonico»: una serie di pannelli che coprono tutte le pareti recando le immagini di architetture urbane, strade e ponti, edifici industriali con i fumaiuoli e i loro pennacchi grigio-neri; e poi figure umane, corpi femminili che fanno da cariatidi reggendo frammenti architettonici, e ancora volti come maschere e feticci primitivi che spiano il visitatore guadagnandosi un po’ di spazio nella fitta, congestionata ionosfera urbana. Ben visibili e tutti dichiarati i debiti che l’artista ritiene di avere contratto con la cultura artistica italiana degli anni Venti, con Sironi soprattutto con le sue metafisiche periferie cittadine. Del Re, in questa sua recente fatica, finge l’affresco, in ogni caso la decorazione murale, puntando su una gamma pittorica monocromatica (bianchi e neri e gradienze di grigi) e su stesure di colori sottili, magre chiuse da contorni netti come in una xilografia. Nessuna rivisitazione nostalgica, comunque, nessun anacronismo in questa energica riproposta di una pittura che non teme la scala monumentale e il racconto epico, sicura com’è della propria forza costruttiva e della sua capacità di attingere un rigoroso ordine formale