Le maggiori gallerie napoletane riprendono la loro attività. Il «Centro» con una mostra dedicata al tema «Visualità strutturata»; lo «Studio Lia Rumma» con una antologia dei quadri monocromi di Schifano dal ’60 al ’63.
Gli artisti presenti al «Centro» sono tutte personalità ormai famose nell’ambito dell’arte contemporanea e basta fare i nomi di Mondrian, Albers, Bill, Delaunay, Castellani, Dorazio, Bury, Riley, Mari, Colombo, De Vecchi, Le Parc, Noland, ecc.
Il filo conduttore che tiene insieme personalità e opere così diverse è dato dalla comune attenzione di questi artisti per i problemi del linguaggio visuale e le strutture della percezione. La superficie pittorica o l’oggetto tridimensionale assumono il significato di campo sperimentale, di luogo di accadimenti visivi.
Naturalmente, molti di questi artisti muovono da questa sorta di grado zero del linguaggio per un discorso più complesso, non primo di rimandi e di significati secondi. Ma quello che conta sottolineare, almeno in questa sede e dal punto di vista della esposizione napoletana, è appunto la messa a fuoco dei problemi della visualità e della strutturazione in funzione di una comunicazione estetica.
I «monocromi» di Schifano, esposti allo «Studio Lia Rumma», ci riportano ad un periodo importante della ricerca artistica italiana degli anni Sessanta:al momento in cui gli artisti sottopongono ad una analisi e ad una verifica le componenti della pittura, azzerandone il linguaggio e riducendolo, come appunto fa Schifano in questi anni, a pure stesure cromatiche. Ma l’artista è sensibile al mondo esterno non meno che ai problemi specifici della pittura: il suo colore ha una compattezza, una densità e un calore che rinviano a una oggettualità esterna, che è la oggettualità dell’universo urbano, ai colori degli imballaggi, alle stampigliature elementari di lettere. Schifano è stato infatti uno dei primi ad avvertire la nuova lezione degli artisti americani e in particolare di Jasper Johns, di un’arte cioè che si è assunta il compito di una franca ricognizione del nuovo universo cittadino.