Dan Graham

Lo «Studio Lia Rumma» prosegue nella documentazione della linea più strettamente analitica dell’Arte concettuale con la mostra di Dan Graham. Si tratta di una esposizione ben articolata che offre la possibilità di comprendere esaurientemente la problematica del ricercatore inglese. Il lavoro più complesso presentato dallo «Studio» napoletano è «Homes for America», che risale alla fine del 1966: in esso Dan Graham descrive i processi di standardizzazione edilizia posti in opera per la costruzione di alloggi destinati a una concentrazione di lavoratori in California.

L’interessa di Dan Graham converge sul sistema combinatorio che presiede alla costruzione degli alloggi sulla base di elementi modulari e di modelli tipologici oltre che dall’impiego di diversi colori. Si tratta di una serialità di elementi e di un principio matematico di combinazione che intervengono in maniera «arbitraria» nell’ambiente, senza tener alcun conto delle preesistenze e senza nemmeno porsi problemi di relazione con gli utenti. La proposizione matematica, sulla base della quale viene attuato l’insediamento, si scontra tuttavia con la realtà empirica :«La serie logica può proseguire uniformemente fino al momento in cui è interrotta bruscamente da una sopraelevata preesistente» o da altri insediamenti.

Negli altri lavori presentati da Dan Graham viene affrontato un problema diverso, quello dei processi di interazione e transazione che si instaurano tra due o più persone poste in un determinato ambiente e sollecitate a compiere azioni determinate.

In questi casi, la combinatorietà sistematica viene sostituita da un tipo di relazione in cui ogni momento si sovrappone all’altro e interagisce con esso in una crescita di esperienze sempre più articolate e complesse, aggiustate continuamente mediante i processi feedback.

Non so fino a che punto Dan Graham ponga un problema di opposizione e di contrasto: è certo, comunque, che la crescita delle esperienze comportamentali, sulla base di una presa di coscienza della presenza dell’altro e sulla memorizzazione dei singoli atti coscienziali, si colloca su un versante diverso rispetto alla crescita addizionale della standardizzazione seriale dei processi industriali e dell’ordine puramente logico che la sorregge.