Arte e Industria 24/2/1963

Arte e Industria

24/2/1963

“Curtain walls” e prefabbricazione

L’industrializzazione dell’edilizia è uno dei grandi problemi che la società moderna deve affrontare e risolvere se vuol far fronte adeguatamente alle richieste sempre maggiori del pubblico sia nel settore generale dell’edilizia residenziale sia in settori particolari, ma non per questo meno importanti, come ad esempio il settore dell’edilizia scolastica.

Alle pareti a pannelli, che gli anglosassoni chiamano, con un termine adoperato oramai anche da noi curtain walls, la rivista Stile Industria ha dedicato un accurato servizio in uno degli ultimi numeri. La parete a pannello è composta essenzialmente da tre elementi e precisamente gli ancoraggi la struttura portante e i pannelli. Questi ultimi possono essere disposti all’esterno della struttura e formare così una parete continua, oppure possono essere inseriti entro la struttura lasciando in vista i montanti. Ogni singolo pannello è formato a sua volta da una superficie esterna, costituita prevalentemente da lamiera di acciaio, meglio resistente all’usura provocata da agenti esterni, da una superficie interna e da una intercapedine isolante, formata da materiali quali il gesso, fibre di amianto, calcestruzzi leggeri. Nella fabbricazione dei pannelli si tende oggi, ad evitare le superfici troppo brillanti le quali producono dei riflessi che disturbano il riguardante. Per rendere i pannelli ancora più inalterabili alcuni designers, preferiscono colorarli con un processo di smaltatura.

In officina si può produrre una serie di pannelli, i quali poi vengono trasportati in cantiere e qui montati. A volte però si procede alla prefabbricazione in officine di intere pareti.
Le curtain walls sono ormai assai diffuse in molti paesi e soprattutto in America, dove per la verità, il loro uso è già abbastanza antico, potendosi far risalire al 1912. Da noi non si sono ancora affermate completamente e le applicazioni di queste strutture non si possono considerare molto frequenti nonostante la indubbia convenienza sotto tutti i punti di vista, a cominciare da quello economico a finire ai tempi di lavorazione. Ma le curtain walls presentano, nei confronti dei muri consueti, altri vantaggi che sono stati minuziosamente e opportunamente ricordati da G. Madini Moretti nello stesso numero della rivista milanese: innanzitutto lo spessore sottile e la leggerezza, con un guadagno in peso anche sulle fondazioni e sulla armatura e con un conseguente risparmio di costo; un buon isolamento termico e acustico e l’incombustibilità degli elementi, resistenza agli agenti atmosferici semplicità e rapidità di montaggio, scarsa manutenzione.

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Il problema della prefabbricazione edilizie è stato affrontato proprio per la sua importanza rivoluzionaria, da molti designers e da gruppi di designers. Il problema, ad esempio, è oggetto di studi approfonditi nella scuola di disegno industriale di Ulm in Germania, la Hochschule fur Gestaltung, dove un gruppo di designers si è delicato particolarmente a ricerche nel settore appunto della prefabbricazione. La scuola tedesca ha affrontato preliminarmente il problema della richiesta del pubblico dei consumatori, ed ha operato un sondaggio elaborando delle medie rappresentative e raccogliendole in un quadro riflettente le diverse tendenze. Negli anni decorsi la scuola ha messo a punto, su questa base, una serie di progetti dei quali due hanno ricevuto una elaborazione e sperimentazione complete: il sistema « Z » elaborato dai designers H. Ohl, A. Casillas e B. Meurer, è costituito da profili di lamiera affiancati e connessi da tiranti i quali possono essere montati per formare superfici e strutture, il secondo ideato da H. Ohl, è un sistema di prefabbricazione « integrale » particolarmente interessante nella soluzione dei giunti.

Arte e Industria 24/2/1963
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