Segadores, di Josè Ortega

16 gennaio 2018

Inaugurata presso la Provincia di Salerno, lunedì 15 gennaio, alle ore 17.00, la mostra “Segadores“, con l’esposizione dei dipinti di Josè Ortega.

Pittore e scultore spagnolo, antifascista e antifranchista, Ortega passò 5 anni nelle prigioni spagnole per la sua opposizione al regime. Fu liberato nel 1952, quando cominciò il suo lungo peregrinare in giro per l’Europa. Dapprima si trasferì a Parigi, poi, nel 1973, a Matera, dove ancora oggi viene ricordato con estremo affetto. E’ quanto è scaturito anche dalle emozionanti parole del sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, presente all’inaugurazione. Egli ha tenuto a ricordare come Ortega fosse ben addentro alla vita culturale della città lucana, lasciando un profondo ricordo in tutti coloro che lo hanno conosciuto, ed un segno tangibile del suo instancabile lavoro.

Le opere esposte presentano i temi che il  pintòr affronta già a partire dal 1962, durante l’esilio francese, e che espone per la prima volta in una mostra itinerante tra Colonia, Norimberga, Essen, Amburgo, Minden e Krefeld, tra il 1969 e il 1970.

Altra località dove si è stabilito lasciando il segno della sua operosa presenza di artista è quella di Bosco, presso San Giovanni a Piro. Il sindaco della ridente località, Ferdinando Palazzo, intervenuto alla presentazione, ha precisato come i 2o lavori in esposizione siano proprio stati acquistati dal suo Comune, a manifestare non solo l’attaccamento al pittore spagnolo, ma anche la volontà di investire in cultura.

Ad  aprire il convegno è stato il consigliere provinciale Pasquale Sorrentino, seguito dai saluti del Presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora. Successivamente si sono avvicendati Claudio Tringali, presidente della nostra Fondazione, la quale si onora del patrocinio alla mostra, Anna Maria Vitale, direttrice del Museo Ortega di Bosco, e Franco Maldonato, curatore della mostra.

I 20 dipinti rappresentano un ciclo profondo e coerente, che racconta la difficile condizione dei contadini all’interno dei campi. Le loro figure si legano intrinsecamente alla dimensione del lavoro, in una condizione di subalternità resa ancor più evidente dai lavori riguardanti il proprietario terriero e la Guardia Civil.

Vi consigliamo di non perdere l’occasione di visitare la mostra!

Segadores, di Josè Ortega
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