Mostra Riflessioni a puntate – Tomaso Binga

La Fondazione Filiberto e Bianca Menna è lieta di presentare la mostra “Riflessioni a puntate” di Tomaso Binga (Bianca Pucciarelli Menna).

Con Riflessioni a puntate recupero un rigido spartito scritturale, infatti nel mio lavoro si alternano fasi in cui ho utilizzato la pittura a fasi in cui prevalgono la fotografia e la performance”. Così scrive Tomaso Binga nel presentare la complessa operazione “Riflessioni a puntate”, la quale consiste in dodici cartoline – una per ogni mese – inviate nell’anno 1991 a 280 destinatari in tutto il mondo. L’intento è quello di riflettere sulla Guerra del Golfo e sugli avvenimenti principali di quell’anno, caratterizzandosi con una forte critica sociale nei confronti della politica e dell’economia.

All’interno della mostra è presente anche il ciclo “Per gli involontari di guerra, che rappresenta una delle opere più dolorose della produzione di Tomaso Binga. Una riflessione che prende spunto dalla rivoluzione digitale e dai nuovi segni topografici resi disponibili dalle nuove tecnologie. Ne sono un esempio le “T” ripetute, che formano una sfliza di croci in una sorta di cimitero di guerra, così come gli “#” rappresentano una distesa di filo spinato. Il ciclo è costituito da ventisei tavole, realizzate ognuna con un font diverso. Le dolorose implicazioni del conflitto emergono da ognuna di esse, con il rosso del sangue ed il nero del lutto. Dietro la perdita di libertà propria di ogni conflitto, si legge l’amara critica per le nefaste conseguenze causate alla coscienza collettiva dai mass media e dai social network.

Le “Lettere Liberatorie, esposte nella mostra, risalgono al 1973, e giocano con una scrittura che apparentemente perde il proprio significato, per aprire nuove prospettive e modalità di espressione, lasciando allo spettatore la possibilità di dare alle parole un proprio senso.

Sarà possibile ammirare anche l’ “Alfabetiere Murale, del 1976, forse l’opera più conosciuta dell’artista. Con gli alfabetieri Tomaso Binga mette in gioco il proprio corpo per dare forma a vocali e consonanti. La lingua è sempre anche corpo, ed è con questa certezza che l’artista offre una serie di alfabetieri murali, tavole simili a quelle che si usano nelle scuole elementari per insegnare a leggere e a scrivere. Il tema è anche quello della non-neutralità della lingua, tema molto caro al femminismo italiano. Nella mostra vengono esposte tavole della Scrittura Vivente, in cui vengono inseriti i nomi di piante officinali corrispondenti alle lettere dell’alfabeto corporeo. Da questo connubio nasce l’ “Alfabeto Officinale, alfabetieri contenenti diverse erbe, con il fine di dimostrare che ogni coltura è sempre, anche, cultura. E’ un po’ la formulazione di una nuova lingua, caratterizzata da una spiccata sensibilità per la natura ed il mondo circostante.

Tante le performance dell’artista che sarà possibile rivedere in video alla mostra. Da “Ti scrivo solo di domenica” del 1977, che consiste nella lettura di 52 lettere scritte dall’artista ad un’amica, a “Con 40 gradi all’ombra” del 1983, una poesia verbo-visiva, in cui viene data la parola a diverse parti del corpo, sino ad arrivare ad una serie di poesie sonore lette al “Maurizio Costanzo Show”.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 13 ottobre al 30 novembre, dal lunedì al venerdì ore 10.30-13.00 / 17.00-20.00, presso la sede della Fondazione Menna in via Lungomare Trieste 13.

 

Riccardo Notari

 

Mostra Riflessioni a puntate – Tomaso Binga
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