Giornata dei Giusti con Marco Cappato

Si è tenuta questa mattina l’apposizione della targa per Marco Cappato come “Giusto della Libertà”, nel Giardino dei Giusti dell’Umanità dinanzi alla scuola elementare Barra, affidato nel 2018 dal Comune di Salerno alla nostra Fondazione.

La mattinata è cominciata dinanzi al Giardino, dove ci sono stati i saluti del Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, del Presidente della Fondazione Menna Claudio Tringali, e di Marco Cappato, il quale ha successivamente dato il suo contributo simbolico alla piantumazione di un nuovo albero di ulivo.

Si è poi passati tutti nellla Sala conferenze della Fondazione, dove si è tenuto un approfondito convegno sulle motivazioni della nostra scelta e sui temi che hanno portato Marco Cappato agli onori della cronaca nazionale. Il Presidente Tringali ha appunto spiegato che il riconoscimento per Marco Cappato come “Giusto dell’Umanità” è motivato dal suo impegno disinteressato in favore di persone che soffrono e che vivono spesso nella solitudine le proprie terribili sofferenze, e quindi come una persona che mette a repentaglio la propria sicurezza per aiutare gli altri. Ricordiamo infatti che Marco Cappato si è autodenunciato dopo aver accompagnato Dj Fabo in Svizzera e rischia diversi anni di carcere.

Al convegno hanno partecipato il Presidente Tringali, Marco Cappato, la presidente dell’ “Associazione Luca Coscioni” Filomena Gallo, Adalgiso Amendola, docente di Filosofia del diritto all’Università di Salerno, e Paola De Roberto in rappresentanza del Comune di Salerno.

La mattinata è stata intensa ed appassionante, gli interventi hanno spaziato dalle implicazioni giuridiche a quelle politiche delle scelte di Cappato, fino ad addentrarsi nella necessità di aprire nuovi spazi di autonomia e di autodeterminazione nel nostro Paese.

Particolarmente toccante è stato l’intervento di Marco Cappato. Il parlamentare ha dapprima confessato la sua iniziale esitazione nell’accettare l’onorificenza attribuitagli, superata con la considerazione che ogni celebrazione, per non essere vuota e fine a se stessa, debba in qualche modo riferirsi non solo al passato, ma anche e soprattutto al presente ed al futuro, con la consapevolezza che queste giornate possano essere utili al prosieguo di un dibattito pubblico su temi che faticano ad imporsi all’attenzione dei media e dell’opinione pubblica. Marco Cappato ha ricordato le enormi sofferenze che ha potuto conoscere attraverso il contatto diretto con Dj Fabo o con altri malati terminali, e come siano assolutamente attuali le sofferenze di tanti altri uomini e donne che portano avanti la propria lotta nel silenzio assoluto. Da un punto di vista squisitamente politico, Cappato ha voluto ricordare una considerazione cara a Marco Pannella, il quale ripeteva che i veri “nemici” non sono quelli contrari, di volta in volta, alle battaglie che si portano avanti (divorzio, aborto ecc.), ma sono soprattutto gli indifferenti, dinanzi ai quali possono prendere forma i peggiori incubi della storia. Cappato ha poi voluto sottolineare come le sue battaglie non siano a favore della morte, ma a favore della vita e della dignità della stessa, della libertà quindi di poter decidere fino alla fine dei propri giorni.

Brunella Caputo ha letto sul finale una bellissima poesia di Paul Eluard, che ben riassume il significato profondo di questa giornata, e che ci piace condividere qui:

Libertà

Sui miei quaderni di scolaro
Sui miei banchi e sugli alberi
Sulla sabbia e sulla neve
Io scrivo il tuo nome

Su tutte le pagine lette
Su tutte le pagine bianche
Pietra sangue carta cenere
Io scrivo il tuo nome

Sulle dorate immagini
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Io scrivo il tuo nome

Sulla giungla e sul deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sull’eco della mia infanzia
Io scrivo il tuo nome

Sui prodigi della notte
Sul pane bianco dei giorni
Sulle stagioni promesse
Io scrivo il tuo nome

Su tutti i miei squarci d’azzurro
Sullo stagno sole disfatto
Sul lago luna viva
Io scrivo il tuo nome

Sui campi sull’orizzonte
Sulle ali degli uccelli
Sul mulino delle ombre
Io scrivo il tuo nome

Su ogni soffio d’aurora
Sul mare sulle barche
Sulla montagna demente
Io scrivo il tuo nome

Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori dell’uragano
Sulla pioggia fitta e smorta
Io scrivo il tuo nome

Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Io scrivo il tuo nome

Sui sentieri ridestati
Sulle strade aperte
Sulle piazze dilaganti
Io scrivo il tuo nome

Sul lume che s’accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Io scrivo il tuo nome

Sul frutto spaccato in due
Dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto conchiglia vuota
Io scrivo il tuo nome

Sul mio cane goloso e tenero
Sulle sue orecchie ritte
Sulla sua zampa maldestra
Io scrivo il tuo nome

Sul trampolino della mia porta
Sugli oggetti di famiglia
Sull’onda del fuoco benedetto
Io scrivo il tuo nome

Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome

Sui vetri degli stupori
Sulle labbra intente
Al di sopra del silenzio
Io scrivo il tuo nome

Su ogni mio infranto rifugio
Su ogni mio crollato faro
Sui muri della mia noia
Io scrivo il tuo nome

Sull’assenza che non desidera
Sulla nuda solitudine
Sui sentieri della morte
Io scrivo il tuo nome

Sul rinnovato vigore
Sullo scomparso pericolo
Sulla speranza senza ricordo
Io scrivo il tuo nome

E per la forza di una parola
Io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per nominarti
Libertà.

Riccardo Notari

Giornata dei Giusti con Marco Cappato